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Rosario in Piazzutta lunedì 31 maggio alle ore 20.30.

FINISCE IL MESE MARIANO ED INIZIA QUELLO DEL SACRO CUORE.
La settimana che incomincia vede la conclusione del mese mariano e l’inizio del mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù.
Tutti coloro che fanno parte della nostra Comunità Pastorale “Don Bosco” sono invitati a concludere insieme il mese dedicato a Maria con un Rosario in Piazza Nicolò Tommaseo, sperando che il tempo ce lo consenta. Vogliamo onorare la nostra “mamma celeste” pregando tutti insieme nella festa della Visitazione che Lei compì alla sua parente santa Elisabetta.
Ci diamo, quindi, appuntamento in Piazzutta lunedì 31 maggio alle ore 20.30.

Rosario per Maria Ausiliatrice.

Domani, LUNEDÌ 24 MAGGIO, celebriamo MARIA AUSILIATRICE pregando assieme il ROSARIO all’aperto, nello spazio antistante la chiesa di S. Giuseppe Artigiano, alle ore 20.30, nel rispetto delle misure di sicurezza (mascherina e distanza).
In caso di mal tempo ci ritroviamo all’interno della chiesa.
Ma non preoccupatevi, Maria ha il salvagente!

Ricordo di Don Pietro Piemonte.

La Comunità Pastorale “Don Bosco” ricorda con affetto e gratitudine don Pietro Piemonte, parroco e promotore dell’Unità Pastorale Salesiana dal 1991 al 2006.
Caro don Pietro, sei sempre presente nelle mille attività ed iniziative a cui hai dato vita e che ancora oggi portiamo avanti in parrocchia. Molti di noi ricordano con gioia i campi scuola a Valle di Faedis, dove ci hai aiutati a crescere e fatto divertire in semplicità ed amicizia.
Grazie per le mille occasioni di incontro e per le belle relazioni che hai suscitato nella nostra comunità, il tuo sorriso resterà vivo nei nostri cuori.
Mandi don Pietro!

Mercoledì 12 maggio alle ore 15.00 presso la chiesa dell’Istituto Bearzi di Udine si è svolto il funerale di don Pietro Piemonte.

Riportiamo l’omelia che Don Igino Biffi ha tenuto durante la celebrazione.

don Pietro Piemonte
(18.08.1929 – 9.05.2021)
Udine, 12 dicembre 2021
At 17,15.22-18,1 Sal 148 Gv 15,9-17
Aveva 24 anni don Piemonte quando lasciò l’Italia per sbarcare a Bombay in India.
Era l’anno il 1953 e il mese era quello di luglio. Il suo desiderio di andare in missione risale
agli anni della prima formazione salesiana. Probabilmente la Parola di Dio suscitò in lui il
desiderio di far conoscere Gesù a chi non lo conosceva. Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi
adorate, io ve lo annuncio, dice san Paolo ai greci nella prima lettura. L’incontro con Cristo
aveva segnato la sua vita al punto da desiderare di raccontare al mondo la bellezza di questo
avvenimento. Don Piemonte è partito per l’India perché era radicato in Dio. Solo chi
rimane in Dio può partire. Nel Vangelo abbiamo ascoltato: io ho scelto voi e vi ho costituiti perché
andiate e portiate frutto. Lasciarsi scegliere da Cristo è la condizione per portate frutto. Chi
ha conosciuto con Piemonte attesta che era un uomo di Dio, un uomo che era stato scelto
da Dio e che lasciava fare a Dio. A conferma di ciò una persona ha scritto: Per me è stato
una guida per il mio cammino di fede; mi ha fatto conoscere la figura di don Bosco e mi ha fatto sentire
parte della famiglia salesiana.
Rimanete nel mio amore, dice il Signore. È un invito che dobbiamo far nostro, sono parole
che devono divenire carne della nostra carne. In don Piemonte questo si è avverato a tal
punto che nell’ultimo periodo capitava sempre più spesso che durante la preghiera
comunitaria e l’Eucarestia se ne uscisse ad alta voce con giaculatorie e invocazioni
personali accorate come: “Gesù aiutami”, “Signore Gesù mi affido a te”. Sabato mattina
ho avuto la grazia di celebrare assieme a lui l’ultima sua Eucarestia durante la quale ha più
volte invocato il Signore ad alta voce. Fino alla fine ha desiderato Gesù tanto che questo
nome è stato una delle sue ultime parole. È rimasto in Dio fino alla fine.
Pietro Piemonte nasce ad Avilla di Buja (UD) il 18 agosto 1929 da papà Faustino e
mamma Bernardina Fantinutti. Dopo aver frequentato le scuole elementari in paese,
Pietro, all’inizio dell’ottobre del 1942, andò nella Casa salesiana di Tolmezzo per
frequentare il triennio delle medie e l’inizio del ginnasio che terminò nel 1946 a Pordenone
probabilmente a causa della guerra.
L’esperienza di quegli anni e la conoscenza della figura di Don Bosco e dei salesiani
spinsero il giovane Pietro a presentare la domanda per entrare in Noviziato e così diventare
salesiano. Inizia il noviziato ad Este (PD) il 15 agosto 1946 e conclude l’anno con la prima
professione il 16 agosto 1947. Nel frattempo sorge in lui il desiderio di dedicarsi alle
missioni per annunciare il Vangelo. Il suo sogno sarà accolto dai superiori, ma non subito.
Andò a Nave (1947-49) per frequentare il Liceo Classico e in seguito fece il tirocinio
all’Astori di Mogliano Veneto (1949-52). Al termine il chierico Pietro Piemonte è inviato
a Monteortone (PD) per iniziare lo studio della teologia, ma nel corso dell’anno giunge da
parte dei superiori di Torino la risposta alla sua domanda per le missioni.
Pietro è destinato all’India del nord, Ispettoria di Calcutta, dove rimarrà per 18 anni.
Terminato il primo anno di teologia si imbarcò. Nella Casa di Bandel studiò l’inglese
(1953/54) in modo da poter riprendere gli studi teologici. Venne ordinato sacerdote il 8
dicembre 1957, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, per l’imposizione delle
mani e la preghiera consacratoria del Vescovo di Shillong, Mons. Stefano Ferrando, ora
Venerabile. La mamma, poco prima di morire, riuscì a vederlo sacerdote.
In seguito visse il suo apostolato nella scuola come Consigliere a Sonada (1957-62) e
a Bandel (1962-1965). Tornato a Sonada fu nominato direttore dello Studentato filosofico
(1965-1971). Di quegli anni così racconta un giovane salesiano indiano di allora: Come
direttore era molto paterno e noi studenti avevamo grande fiducia in lui. Gli aprivamo il cuore liberamente.
Era un direttore secondo il cuore di Don Bosco. Era molto affettuoso, comprensivo e premuroso. Era
davvero molto umano.
Successivamente tornò in Italia, si mise a disposizione per l’insegnamento della
religione nelle scuole medie locali e nel 1975 divenne il primo parroco del Bearzi, ove
rimase in tale incarico fino al 1991. Emersero subito le caratteristiche principali del suo
tratto: il solare sorriso e la spiccata capacità di ascolto. In quegli anni si dette da fare anche
per le vocazioni salesiane. Racconta il nostro confratello Beppe che fu don Piemonte che
nel marzo del 1986 andò dai suoi genitori a presentare la scelta della vita salesiana. Fu in
quegli anni che avviò l’esperienza di Valle di Faedis recuperando uno stabile in disuso e
adibendolo a colonia estiva. Dopo il Bearzi ci fu la bella esperienza di Gorizia come
parroco di San Giuseppe Artigiano per quindici anni (1991-2006) ove ha lasciato un
durevole e riconoscente ricordo del suo ministero. In seguito andò a Trieste (2006-2014)
e infine tornò nuovamente a Udine (2014-2019).
Tutti coloro che lo ricordano sottolineano la sua amabilità. Il Vangelo della sesta
domenica di Pasqua, giorno in cui è salito al cielo, così recitava: Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la
sua vita per i propri amici. Il comandamento dell’amore don Piemonte lo declinava con il
sorriso e con la bontà. Così testimonia un suo allievo dell’India: Father Piemonte era un
“superiore” speciale a differenza di molti altri che erano severi e rigidi. Lui praticava l’amorevolezza della
pedagogia di Don Bosco. Abbiamo percepito il suo affetto per ciascuno di noi e per questo tutti lo abbiamo
amato. Come Direttore è stato molto apprezzato e amato da tutti.
Con parole simili lo ricordano alcuni parrocchiani di Udine: Ognuno ha la propria
peculiarità: quella di don Piemonte è stata l’amabilità. Eravamo agli inizi della costituita parrocchia. La
sua personalità equilibrata lo mantenne costante nella direzione della spiritualità parrocchiale e anche nei
rapporti interpersonali. Similmente in questi giorni con queste parole si sono rivolti a don
Piemonte i parrocchiani di Straccis (Gorizia): Caro Don Pietro, quando sei arrivato tra noi nel
1991 subito ti sei presentato con il tuo sorriso che suscitava simpatia. Hai guidato le nostre comunità con
l’autorevolezza che possiede chi crede fermamente nel valore di ciò che propone e che ha uno sguardo positivo
sugli altri. Il tuo tratto caratteristico era una profonda umanità per cui sapevi entrare in relazione con le
persone che incontravi, dentro e fuori la parrocchia.
Don Piemonte ci insegna che l’umanità, l’amabilità, il sorriso, la gentilezza,
l’accoglienza incondizionata sono delle strade da percorrere per trasmettere il Vangelo. Il
nostro volto e il tratto possono far miracoli e sono strumenti preziosissimi per vivere la
passione per le anime. Così racconta di lui un salesiano indiano: Aveva lo zelo di un apostolo
e la visione di un educatore nell’accompagnare i giovani studenti (principalmente giovani salesiani) di cui
era incaricato. È arrivato in India con un sacco di idee, un sacco di allegria e un sacco di ottimismo. E un
altro salesiano da lui seguito gli ha scritto: Carissimo Don Piemonte, sei stato il fattore motivante
in quegli anni indimenticabili. È molto bella questa espressione: sei stato il fattore motivante. Parole
come queste rivelano una carica interiore grande, una capacità di accompagnamento anche
nei momenti più difficili, una sequela di Cristo capace di portare a Dio. Evangelizzava
amando. A conferma di ciò così racconta un altro salesiano dell’India: Quando arrivammo a
Sonada dopo il noviziato Don Piemonte era nostro Direttore, molto amato e apprezzato per i suoi modi
allegri e affettuosi. Era un uomo di grande cuore. Noi aspiranti lo amavamo tanto.
Negli anni passati in India conobbe Madre Teresa di Calcutta e proprio per questo il
suo contributo fu determinante per portarla a Udine all’evento Città Giovani,
manifestazione che si svolse presso lo Stadio Friuli. In tale occasione Madre Teresa riempì
gli spalti e il cuore dei friulani.
La sua amabilità aveva il profumo di don Bosco e così traduceva salesianamente il
comandamento dell’amore. Testimonia una parrocchiana del Bearzi ripensando al suo
primo parroco: Io vidi lo spirito salesiano riflesso in lui. Fu padre attento alla comunità e al singolo e
anche oggi, ripensandoci, affermo che don Pietro Piemonte fu seguace di don Bosco, con quell’apertura
derivata, forse, dall’essere stato missionario. E un’altra riferisce: Don Pietro con il suo modo di fare
gentile, accogliente, attento ai bisogni delle persone, si è fatto amare come un padre che segue i suoi figli.
Disse San Paolo stando in piedi in mezzo all’Areòpago di Atene: Ebbene, colui che, senza
conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio. Don Piemonte ci insegna che l’annuncio di Cristo non
è una questione di tecniche e neanche di chissà quali strategie pastorali. L’evangelizzazione
avviene attraverso l’amore. Si evangelizza amando, stando in mezzo ai giovani e alla gente
con tutta l’amabilità possibile.
Carissimo don Piemonte, “Pace e Gioia” solo le parole che avevi scelto come motto
al momento dell’ordinazione sacerdotale. Ne sei stato testimone vivo ed autentico,
perseverante e genuino. Attraverso la tua pace e la tua gioia, frutto del tuo rimanere in
Cristo, sei stato “padre, maestro e amico”. Ora che sei in Cielo chiedi per noi a Dio il dono
di sante vocazioni capaci di donare con gioia il Vangelo a tutti i giovani come hai fatto tu.
Don Igino Biffi – Ispettore INE

Buon compleanno Bruna 100 anni.

Domenica 2 febbraio alla S.Messa delle 11.00  la Comunità Pastorale Don Bosco di Gorizia nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano si è ritrovata a festeggiare Valbruna  Fornasetti conosciuta da tutti come Bruna che il giorno 28 gennaio 2020 ha compiuto 100 anni. Al termine della celebrazione si è svolto un rinfresco presso la sala del Oratorio dove la festeggiata attorniata dal figlio Paolo e dai nipoti Luca e Martina ha ringraziato le numerose persone intervenute. Alla neo centenaria i migliori auguri di salute e serenità